Qui trovi tutte le azioni per le quali è ancora possibile partecipare.

Azione in avviamento - dal 10/10/2018

Mancati rimborsi chiusura curva sud Juventus: Movimento Consumatori, domani udienza a Torino

0 interessati

Chi può partecipare

Le ragioni dell'azione

Domani presso il tribunale civile di Torino si terrà la prima udienza nell’azione collettiva inibitoria avviata da Movimento Consumatori contro la Juventus F.C. S.p.A., a seguito dei mancati rimborsi ai tifosi da parte della società per la partita Juve – Genoa del 22 gennaio scorso.

La Corte Federale di Appello della FIGC, con provvedimento del 18 dicembre 2017, nel procedimento relativo alla violazione della normativa che regola i rapporti con la tifoseria organizzata, aveva sanzionato la Società con un’ammenda e con la chiusura del settore Curva Sud.

Movimento Consumatori ha chiamato in causa la Società perché ritiene che la Juventus, direttamente responsabile dei fatti, sia tenuta a rimborsare i titolari di abbonamento in curva nella stagione 2017/2018.

In merito invece al ricorso presentato dalla Società contro la nuova squalifica di un turno per la Curva Sud per la partita Juventus-Genoa del 20 ottobre prossimo (comminata per cori di insulto nella partita Juventus-Napoli) in attesa delle decisioni della Giustizia sportiva, MC ritiene che la Società sia tenuta ad intensificare le attività finalizzate a “proteggere” la parte sana della tifoseria.

“I tifosi che non hanno alcuna responsabilità – spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – non devono subire le conseguenze di squalifiche di settori e di stadi, per comportamenti addebitabili alla società o a frange di ultras e, tutte le società calcistiche compresa la Juventus, dovrebbero adottare il Codice di condotta previsto dalla FIGC a partire dalla stagione in corso”.

Azione in avviamento - dal 27/7/2018

Sciopero Ryanair. Movimento Consumatori: al via azione collettiva contro la compagnia

1 interessati

Chi può partecipare

Possessori di biglietti di voli cancellati o in ritardo a causa dello sciopero

Le ragioni dell'azione

Lo sciopero del personale Ryanair del 25 e del 26 luglio, ha comportato disagi a decine di migliaia di passeggeri. La compagnia ha offerto “l’opportunità di essere riassegnati su un volo alternativo operante entro sette giorni prima o dopo il 25 e il 26 luglio” o in alternativa, la possibilità di ricevere “il rimborso integrale dei biglietti”.

Ma i passeggeri hanno ben altri diritti. Fino a poco tempo fa lo sciopero è sempre rientrato di diritto nella casistica delle “circostanze eccezionali” che esoneravano la compagnia aerea – in caso di cancellazione o ritardo prolungato del volo – dagli obblighi previsti dal Regolamento (CE) n. 261/2004, in primis l’indennizzo forfettario (compensazione pecuniaria), che varia dai 250 ai 600 euro a seconda della tratta. Dallo scorso aprile, la Corte di Giustizia europea ha stabilito che, perché possa essere considerata una “circostanza eccezionale”, lo sciopero non deve essere inerente all’esercizio ordinario della compagnia e deve sfuggire al suo effettivo controllo. Le compagnie aeree possono quotidianamente trovarsi ad affrontare divergenze o conflitti con i membri del proprio personale e, in quest’ottica, i rischi derivanti dalle conseguenze di decisioni da loro stesse assunte devono essere considerati inerenti al normale esercizio delle attività aziendali. Ma quali sono, allora, i diritti spettanti ai passeggeri interessati dalla cancellazione o dal ritardo del volo? In caso di cancellazione la compagnia deve anzitutto offrire al passeggero la scelta tra rimborso del biglietto e riprotezione su un volo alternativo (partenza sul primo volo disponibile). Se questo non accade, se cioè la compagnia si limita a rimborsare il biglietto senza proporre la riprotezione, il passeggero che abbia acquistato un nuovo biglietto (anche da un vettore diverso) ha il diritto di richiedere la differenza di prezzo tra quello rimasto inutilizzato e quello sostitutivo. È poi molto importante verificare il momento in cui è stata comunicata la cancellazione: il Regolamento (CE) n. 261/2004 prevede il versamento della compensazione pecuniaria, che tuttavia non è dovuta quando la cancellazione viene comunicata con un preavviso di almeno due settimane. Anche il ritardo all’arrivo superiore alle tre ore dà diritto al passeggero alla compensazione. Sia in caso di cancellazione che in caso di ritardo prolungato la compagnia è poi sempre tenuta a fornire ai passeggeri l’assistenza prevista dal regolamento europeo (pasti, bevande, sistemazione in albergo, ecc.). Deve poi essere valutato caso per caso il diritto al risarcimento di altri danni (spese di soggiorno inutilmente sostenute, esborsi per ulteriori trasporti e noleggi di autoveicoli).

Azione in avviamento - dal 3/4/2017

Vodafone: FATTURAZIONE A 28 GIORNI

3 interessati

Chi può partecipare

Possono aderire tutti i consumatori che hanno subito la modifica della fatturazione a 28 giorni

Le ragioni dell'azione

Con un’ordinanza cautelare dello scorso 29 marzo il tribunale di Ivrea, dott.ssa Claudia Gemelli, ha accolto le domande di MC che aveva richiesto di inibire a Vodafone ogni sistema di fatturazione a 28 giorni per la telefonia fissa e ogni pattuizione contrattuale che consentisse cicli di rinnovo e fatturazione per periodi inferiori al mese o a suoi multipli.

Il tribunale ha affermato che le clausole che da giugno 2017 hanno consentito la fatturazione a 28 giorni sono nulle e che l’applicazione di questo sistema è una pratica commerciale scorretta che ha gravemente danneggiato i consumatori. Per queste ragioni ha inibito l’applicazione delle clausole e dei sistemi di rinnovo e fatturazione a 28 giorni, condannando Vodafone a pubblicare il dispositivo dell’ordinanza sull’home page del proprio sito, sui quotidiani La Repubblica, La Stampa e il Corriere della Sera e ad inviare agli abbonati una comunicazione per informarli che la fatturazione a 28 giorni è illegittima, che verrà nuovamente riportata alla cadenza mensile e che hano diritto alla restituzione delle somme indebitamente corrisposte.

Come ben sottolineato nell’ordinanza, il comportamento di Vodafone, tenuto “pervicacemente in spregio dei precetti dettati dall’Agcom si colora di una gravità tale da integrare gli estremi del dolo”. Si tratta infatti di illeciti che hanno riguardato milioni di consumatori, arrecando un vantaggio a tutte le compagnie di circa 900 milioni di euro nella sola telefonia fissa.

“Questi provvedimenti – spiegano gli avvocati Paolo Fiorio e Corrado Pinna, che hanno assistito il Movimento Consumatori nella causa – fanno finalmente chiarezza sui diritti dei consumatori, in linea con la l. 172/2017 che ha imposto la fatturazione mensile e con la decisione del Tar che ha confermato la delibera dell’Agcom che, per i contratti relativi alla telefonia fissa, imponeva la fatturazione su base mensile”.

“E’ ora che finisca il braccio di ferro tra le compagnie telefoniche, i consumatori e l’Autorità – dice Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – ora Vodafone restituisca subito quanto indebitamente percepito. In caso contrario la nostra associazione promuoverà un’azione di classe per tutelare milioni di cittadini ingiustamente danneggiati”.

Azione in corso - dal 2/11/2017

Azioni collettive Veneto Banca e Popolare di Vicenza

2 partecipanti

Chi può partecipare

Titolari di azioni e/o obbligazioni convertibili Veneto Banca

Le ragioni dell'azione

Movimento Consumatori è da sempre attivo nella tutela dei risparmiatori, obbligazionisti e azionisti, vittime di crac e scandali finanziari. Dal 2015 si occupa del caso Veneto Banca e opera a favore dei risparmiatori che hanno acquistato dalla banca e società del Gruppo, obbligazioni convertibili e azioni oggi prive di valore.

L’associazione è incaricata da un gruppo di azionisti Veneto Banca di promuovere ogni iniziativa – azioni collettive, rappresentanza in assemblea, esposti penali – necessaria per sanzionare gli illeciti commessi da amministratori e sindaci e per ottenere il risarcimento dei danni conseguenti ai gravissimi illeciti che hanno determinato la crisi del gruppo Veneto Banca. Movimento Consumatori ha direttamente riscontrato diffuse e sistematiche violazioni delle regole che le banche devono rispettare nella vendita di prodotti particolarmente rischiosi e in conflitto di interessi, come le azioni proprie non quotate, e assiste gli azionisti in un’analisi personalizzata degli acquisti e nella valutazione delle responsabilità della Banca.

Il 26 novembre 2016, Movimento Consumatori ha organizzato degli incontri pubblici a Verbania, Domodossola, Novara e Varese per informare gli azionisti sulle azioni collettive MC.

Il 9 gennaio 2017, MC critica fortemente la proposta di rimborsi parziali agli azionisti di Veneto Banca e di Popolare di Vicenza.

Per aderire alle azioni collettive di MC e per avere specifiche informazioni si può contattare dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 19.00, il numero fisso 011 5069546 o il numero di cellulare 342 7038900, oppure scrivere a venetobanca@movimentoconsumatori.it.

Per approfondire le attività collettive di MC, clicca qui